mercoledì 30 luglio 2014

Le pronunce dell'arcano direttore del Conservatorio dell'Aquila




Ogni tanto torno a mirare  il sito del Conservatorio dove ho insegnato per oltre vent'anni, L'Aquila,  e dove oggi ho letto una dichiarazione, perfetta nella logica (analisi) e nei contenuti. E mi sono chiesto, sorpreso positivamente anzi sinceramente ammirato, perchè mai non mi sia mai accorto in tutti gli anni di mia permanenza al Conservatorio, della verve del futuro direttore, con il quale ho, per sua grazia e concessione, spesso collaborato, quando nei primi anni di Music@, lui faceva il grafico ed io il direttore  (di Music@, naturalmente)  e dietro mie indicazioni e sotto la mia diretta supervisione,  con me sempre al suo fianco, lui impaginava al computer. In quegli anni stava sempre zitto, e forse per questo non mi sono mai accorto di tanta eloquente, dotta oratoria. Col seno di poi devo ammettere che in tutto quel tempo, lui meditava e si preparava al grande passo: la direzione del Conservatorio che un concertista come lui avrebbe meritato da molto prima.
La dichiarazione aveva a che fare con un festival dei Conservatori, altra idea gigantesca (ma non c'è già il Premio delle Arti il quale, proprio perché gestito dai conservatori e dal ministero  non produce  nulla di nulla?) organizzato dal Conservatorio di Frosinone, nel corso del quale ha vinto un premio un Trio, composto da studenti di tre conservatori, uno dei quali aquilano, il quale esprimerebbe 'ampliamente la cultura e tradizione afro-latinoamericana'. Proclama gigantesco!

“L'incontro dei tre studenti dei conservatori dell'Aquila, Fermo e Perugia - commenta in una nota il conservatorio dell'Aquila - è segno di un chiaro obiettivo perseguito dai musicisti, volto a promuovere una comune identità legata alla tradizione afro-latino americana, cultura ampliamente espressa proprio dal chitarrista argentino Martin Diaz Gonzalez”.

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