mercoledì 9 aprile 2014

Pereira, sovrintendente/ procacciatore di soldi,o del cinque per mille, ripiana i debiti che ha fatto a Salisburgo?

Del periodo zurighese di Alexander Pereira - poi direttore a Salisburgo e prossimo sovrintendente della Scala - non c'è nulla da dire. Ha amministrato quel teatro come si doveva, curandone con cura ogni particolare delle produzioni, solitamente osannate, dove era di casa Cecilia Bartoli. Poi Pereira è andato a Salisburgo, dove pare non abbia goduto di egual fortuna e dove la sua programmazione  deve aver creato qualche problema al bilancio del festival, come la stampa austriaca ha segnalato, al punto che  ha alzato i tacchi prima della fine del mandato e si è candidato per la Scala, visto che Lissner sta per prendere il volo per Parigi- il decollo avverrà a settembre, quando atterrerà al suo posto a Milano Pereira che già lavora in teatro;K  per questo s'è stabilito a Milano con la sua giovanissima compagna orientale che molti gli invidiano.
 A suo favore al momento della candidatura milanese  tornava  oltre che la sua intelligente programmazione zurighese, anche la sua capacità di trovare denaro da destinare, previo compenso per intermediazione,  al teatro o istituzione nel quale viene chiamato a lavorare.  Il suo compenso sarà ovviamente molto inferiore a quello - scandaloso , diciamo la verità! - di Lissner, ma forse potrà arrotondarlo con il 'premio risultato', e cioè con le percentuali che percepirà sui soldi che egli riuscirà a far arrivare al teatro. E' ciò che si intuisce dalle varie dichiarazioni. Sarà così? speriamo di no; la cacciata dei mercanti dal tempio non ha insegnato nulla?
 Ma a Salisburgo? Ha forse mancato questo obiettivo, o forse pensa che tutta la stampa ce l'ha con lui? Non possiamo rispondere, senza  dati alla mano, a questo interrogativo; sta di fatto che un famoso quotidiano online americano (MusicalAmerica.com) ripreso da Luigi Boschi nel suo seguitissimo blog, rivela che Pereira ha fatto acquistare alla Scala dal festival di Salisburgo sei produzioni operistiche, alcune delle  quali pare in disuso anche al Festival, per la modica cifra di 1.600.000 Euro.  L'operazione non è che faccia onore al suo fiuto manageriale, e soprattutto non  va a vantaggio della Scala che di alcune di quelle opere possiede già allestimenti forse anche migliori e più riusciti di quelli salisburghesi. Insomma, se la notizia è vera, vien da domandarsi se Pereira faccia l'amico del giaguaro, che arrivando a Milano fa gli interessi di Salisburgo. Senza dire , poi, che egli prossimo sovrintedente della Scala acquista da se stesso ancora per qualche mese direttore a Salisburgo. Eppure  chi dovrebbe muoversi tace. Causa EXPO.
 Sui responsabili di importanti istituzioni che accampano capacità di trovare o portare soldi per sedere in alto nelle istituzioni medesime, in Italia si ha un esempio che dovrebbe far riflettere, nella terra siciliana, dove una importante orchestra con lo stesso sistema e medesime promesse, cambiò dirigenza, ma ora si trova, proprio a seguito di quell' azzardato passo e delle promesse non mantenute,, ancora nei guai, e la sua storica immagine del tutto appannata. Non vorremmo che accadesse la stessa cosa alla Scala, alla quale noi e non solo noi teniamo massimamente.
Pereira faccia il sovrintendente, lasci fare ad altri il lavoro di cercare soldi, per lo meno non diventi il suo secondo lavoro: due lavori insieme non  fanno mai ben sperare per la loro riuscita. Pereira ammonito.

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