domenica 15 settembre 2013

W LA VERDI

                                            
La gloriosa orchestra Verdi, fondata da Vladimir Delman compie vent’anni. Evviva, e noi siamo felici. La festa per il ventennale  sarà lunga un anno – durerà tutta la stagione che sta per iniziare - ma il clou si avrà quasi  ad inizio stagione, a fine novembre, quando Riccardo Chailly tornerà sul podio che da direttore musicale occupò per molti anni e fino al 2004, e dal quale ne discese ed andò via sbattendo la porta, per difformità di vedute ed anche dissidi con Luigi Corbani,  manager e deus ex machina dell’orchestra, che, a suo parere, non era riuscito nei primi dieci anni  di vita dell’orchestra a darle stabilità, finanziamenti certi da parte dello Stato oltre che dagli enti locali che in qualche misura la sostenevano, e sicurezza di futuro. Da parte di Chailly non ci fu quel gesto di generosità che ha premiato l’orchestra oggi in fiorente attività, nonostante che i problemi - economici soprattutto - non siano ancora del tutto risolti. Quando uno legge che la Verdi riceve dallo Stato un quarto di quanto ricevono la Toscanini di Parma o l’Istituzione Sinfonica Abruzzese, mentre svolge un’attività, di qualità superiore alle altre due, e quantitativamente quattro volte più di quelle, vien da domandarsi se il diritto al riconoscimento dei meriti avrà mai cittadinanza in Italia.
Noi conoscemmo da vicino l’Orchestra milanese - che oggi ha anche un suo auditorium  ed un  pubblico affezionato - e le sue vicende proprio in quell’anno in cui si consumò la rottura, perché la invitammo come ‘orchestra residente’ al Festival delle Nazioni  di Città di Castello del 2004. L’orchestra in diverse formazioni ( quartetto, da camera, sinfonica)  fu per diversi giorni presente al festival che da allora in poi non ha mai più ospitato orchestre come la Verdi. Accompagnarono l’orchestra non Chailly- come ci aveva promesso all’inizio della trattativa - ma Roberto Abbado, che ringraziamo per il grande regalo, ed il compianto Romano Gandolfi (del quale raccogliemmo  confidenzialemtne alcuni appunti sia a Corbani che a Chailly!) che diresse una memorabile ‘Petite Messe’ di Rossini, nella cattedrale di Castello stracolma.  Negli anni  a seguire non abbiamo mai tolto gli occhi di dosso all’Orchestra Verdi.  A Castello non fu più invitata dai nuovi organizzatori  del festival che hanno, come si vede, altre mire, molto meno alte di quelle che avevano portato al festival una delle compagini strumentali fra le più importanti italiane. Si contentano i nuovi organizzatori di organizzare feste paesane e di invitare orchestrine rimediate.  In questi anni  abbiamo sposato la lotta della Verdi contro il Ministero che non la finanziava perché la Verdi non era in regola con i contributi – ma come poteva se non riceveva i finanziamenti che le erano dovuti per l’intensa attività riconosciuta anche oggi e per la qualità della stessa? Scrivemmo dalle pagine di Music@ una lettera aperta all’assessore Sgarbi che non aveva preso a cuore l’orchestra; ospitammo un lungo resoconto di Corbani sulla situazione della Verdi. Insomma facemmo tutto quello che una rivista di musica può fare per sostenere un’orchestra che meritava e merita  sempre più di essere sostenuta. Altre riviste di musica con fecero altrettanto e con uguale vigore e costanza. Affari loro, se vogliono perseguire altri obiettivi.

Ora Chailly torna sul podio della Verdi. Ma non torna da vincitore, bensì per riparare quella sua uscita di dieci anni fa, che non  gli fece onore.

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