sabato 10 agosto 2013

E li chiamano diritti. Diritti acquisiti e diritti negati. Consulta delle iniquità

Diritti acquisiti, negati, calpestati, riconosciuti,ignorati. I diritti sono in queste settimane sulla bocca di tutti, per il fatto che la Consulta, intenta e difendere l'equità - Carta costituzionale alla mano - ha dichiarato incostituzionale il prelievo del 15% sulle pensioni cosiddette d'oro, partendo da quelle superiori a 90.000 Euro. La Consulta  ha dichiarato testualmente: "No c... se il Governo intende fare tale prelievo forzoso, deve farlo a tutti", e poi i diritti acquisiti non si toccano dunque l'Inps restituisca a quei poveri cristi le somme  trattenute, e l'INPS, con la celerità che gli riconosciamo tutti quando deve restituire l'ha fatto nel giro di un paio di mesi dopo la pronuncia della Consulta. Tutti commentano la sentenza, e colo i quali rientrano nei beneficiari della cosiddette pensioni d'oro commentano ed  applaudono la sentenza.
Senonchè qualche settimana dopo, dietro richiesta della parlamentare Bergamini,  la fedele segretaria di Berlusconi, si viene a sapere che pensionati d'oro in Italia ve ne sono e tanti, quasi 200.000, qualcuno prende di pensione 90.000 Euro al mese, e si continua a ripetere che 'i diritti acquisiti non si toccano'. Si viene a sapere anche che tutti questi poveri pensionati  costano ogni anno all'INPS la bellezza di 13.000.000.000 ( tredicimiliardi !!!!) di Euro. Avete capito bene, basterebbe un bel prelievo su quelle pensioni che nessuno si merita in base ai contributi verasti, per risolvere i problemi sia dell'IMU che dell'IVA. Quelle pensioni sono il frutto di autentiche ruberie: ottenute tenendo conto dell'ultimo stipendio che era magari il frutto di una promozione economica, in procinto di godersi la pensione .  Loro fanno notare che, ad esempio anche gli insegnanti, come siamo noi, andavano in pensione con il sistema retributivo, fino all'altro ieri. Già, è vero, ma gli insegnanti, tanto per fare un esempio, non hanno nessuna carriera economica. Vanno in pensione con l'ultimo stipendio; ma dopo 40 anni  di contributi, il loro ultimo stipendio netto si aggira sui 2.000 Euro. ( Fra quei pensionati c'è anche chi prende una pensione di 50.000 Euro circa  MENSILI, dall'età di 55 anni, come il dott. Gamberale, ex Telecom. Il quale dott. Gamberale, a infiniti altri come lui, vivrà certamente a lungo, e poi magari  si risposerà  con una giovane fanciulla, la quale ancora per una quarantina d'anni continuerà a godere di quel privilegio, frutto di autentica truffa allo Stato. Ecco quanto costano quelle pensioni sballate e rubate!
 Ora è chiaro che la Consulta ha difeso l'iniquità in Italia: in  un paese ridotto allo stremo, con pensioni  che per la maggior parte  non arrivano a 1.000 Euro,  quei paperoni, che hanno rubato le loro pensioni, della crisi italiana possono effettivamente fottersene. Come del resto fanno. Anche il ministro Saccomanni ha parlato di equità a proposito dell'IMU; ha detto più o meno che non tassare la prima casa creerebbe 'iniquo'. Sì, perchè anche chi vive in un tugurio, ma di proprietà, non può non tirar fuori i soldi per ringraziare lo Stato del beneficio del tetto, per quanto sgangherato.
Vien da pensare seriamente che  i giudici costituzionali, come del resto molti esponenti del Governo attuale parlino in certi casi senza riflettere.  Ma la storia infinita  delle ruberie di Stato non  finisce qui. Si viene a sapere anche che le cosiddette autoblu, delle quali noi cittadini pensavamo di esserci liberati, sono invece ancora oggi, nonostante i tagli operati, assai numerose, al punto che costano ogni anno anno allo Stato  oltre 1 miliardo di Euro.
Vogliamo continuare con l'elenco delle disuguaglianze inique, oppure, finalmente, profittando della crisi, mettere ordine, lasciando stare i diritti, perchè nel caso delle pensioni, i diritti c'entrano come il diavolo con l'aquasanta.?

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