martedì 24 aprile 2018

Accademia Chigiana. Dove Nicola Sani, direttore dell'Istituzione, infrangendo il muro della decenza, fa eseguire anche un suo pezzo

E' stato reso noto il programma estivo della storica accademia senese, da qualche anno nelle mani di Nicola Sani - l'unico musicista che da quelle aule non ci è mai passato, negli anni di studio o di perfezionamento. E proprio per questo, probabilmente,  vi si insedia da direttore. Il quale, in poco tempo  l'ha rivoltata come 'un pedalino' ( secondo la vulgata romana, non conosciamo l'equivalente toscana) quella prestigiosa accademia senese: personale, docenti, festival, corsi. Ha rivoluzionato tutto; nulla è rimasto come era ai tempi antichi, quando 'beltà splendea... '.

Ha cambiato anche i nomi dei siparietti nei quali ha articolato le manifestazioni che  popolano l'estate senese e che, durante la sua reggenza, si  è espansa anche nei dintorni, andando a toccare una celebre abbazia, che ha per tetto il cielo, tanto cara ai fratelli massoni che da quelle parti girano numerosi. E tutti tassativamente in lingua inglese, per cui noi non ci capiamo più nulla, a causa della nostra colpevole  ignoranza delle lingue. come pure di altre cose - come molti sanno. E naufragi fra Chigiana Today, o Lounge, e  Mix, o Expanded, e Factor, o Off The Wall, non riusciamo a riferirvene  dettagliatamnte e con cura.

Una cosa c'è che abbiamo capito. E cioè che Sani, da quando è andato via dalla Fondazione Scelsi, accasandosi prima al  Teatro Comunale di Bologna ( dal quale è dovuto sloggiare in fretta, perchè i conti non riusciva a farli tornare, nonostante i premi che i compiacenti critici dell'associazione  nazionale gli avessero ogni anno attribuito, premi su premi per le grandi novità anche lì introdotte), poi alla Chigiana ed infine al'Istituto Nazionale di Studi Verdiani, con sede in Parma, non è partito da solo; s'è portato appresso la sua ben nota carovana nella quale spicca la presenza di un drammaturgo e cantore che la prossima estate  eleverà  una peana  al suo  protettore.  Intendiamo  quel grand'intellettuale radiofonico, ora anche accademico di S. Cecilia per grazia di disinteressati sodali, che fa di nome Cappelletto.

Il quale dopo aver assunto anche  la carica di direttore dei Quaderni dell'Istituto di Studi Verdiani - lodatissimi dagli studiosi di 'stretta osservanza' verdiana - ora sbarca a Siena per cantare le lodi di Sani, in una serata in cui  il protettore si è visto costretto dall'insistenza del suo 'Omero' ad inserire una musica sua, infrangendo così il muro della vergogna, che  saggezza e decenza consiglierebbero di non infrangere. Accostando  quella sua musica a quel capolavoro del Quatuor di Messiaen, del quale da anni, il cantore va spiegando al mondo le bellezze.

domenica 22 aprile 2018

Inaugurato il grande organo 'meccanico' Tamburini dell'Auditorium Nino Rota. Bari, marzo 1983

L'organo, monumentale, costruito dalla Ditta Tamburini nei primi anni Ottanta (per l'Auditorium  annesso al Conservatorio di Bari, intitolato a Nino Rota), per decisione di Nino Rota che, nel frattempo era purtroppo scomparso, e che ora è tornato finalmente a suonare, dopo un accurato restauro effettuato dalla Dotta Zanin - fu inaugurato, con una 'Settimana organistica internazionale' a Bari, nel marzo del 1983, dal 15 al 24 del mese. La notizia l'abbiamo appresa alla radio ( Radio 3) da una coppia di supeficiali cronisti di cose musicali.

L'organizzazione della settimana,  affidata al Conservatorio di Bari, ma ideata e coordinata da Luigi Celeghin che nel frattempo era passato ad insegnare organo da Bari a Roma,  vide a Bari illustri studiosi ( Carli Ballola, Alfred Reichling, Emilia Fadini, anche clavicembalista) ed organisti (oltre Celeghin, René Saorgin, Edgar Krapp, José L. Gonzales Uriol) ai quali Celeghin affidò i concerti di quella settimana inaugurale.

Alla quale partecipammo anche noi, su invito di Celeghin, nei giorni in cui stavamo preparando l'imminente uscita di 'Piano Time', affidato alla nostra direzione, e che uscì nell'aprile di quello stesso anno, dunque neppure un mese dopo. Celeghin ci chiese di svolgere una relazione, su un tema che comportava la necessità di una ricerca sul campo, immediata ed aggiornata. 'I compositori e la nuova musica per organo in Italia'.

Nei mesi  immediatamente precedenti  quella nostra relazione, formulammo un questionario che inviammo ai musicisti italiani che avevano scritto  per l'organo o che  avevano affrontato, anche da studiosi, l'argomento.

 Conserviamo ancora le risposte autografe di alcuni musicisti interpellati (Clementi, Ferrari, Chailly, Manzoni...). che confluirono direttamente nella nostra  relazione, alla quale allegammo anche un sommario, ma non tanto, primo elenco delle composizioni organistiche più importanti dei compositori italiani.

Adesso, mettendo a posto  il nostro archivio , è rispuntata fuori quella relazione che credevamo perduta definitivamente,
dopo che di essa avevamo chiesto copia al Conservatorio di Bari, ricevendone sempre risposta negativa (ma anche seccata! Non commentiamo).

 Appena ci sarà possibile, perché ne avremo il tempo, ricopieremo quella relazione e la posteremo su questo blog, perché contiene spunti di riflessione ancora attuali e sempre utili. A presto

Lettera di Paolo Castaldi - lusinghiera nella sua asciuttezza - al direttore di Piano Time. (Milano 11.5.89)

Al M°. Piero Acquafredda
Redazione Piano Time
Via Calderini 68
00196 ROMA


                                             Caro Maestro,

                  due righe in fretta, dalla Biblioteca del Conservatorio (di Milano ndr) dove mi trovo.
 Constatiamo con stupore ( con l'amico P. Rattalino, che condivide questo sentimento e che si unisce a questa 'protesta') che questo Istituto non possiede 'Piano Time'. Lo riceveva; ma ora, da oltre un anno, non lo riceve più.

Uno studioso inglese, Richard Toop, che pure lo cercava ( e che era lusingato dalla titolazione inglese) è rimasto di sasso anch'egli. "A major Italian music magazine..." e non le sto a dire il seguito.



Potrebbe interessarti: http://www.baritoday.it/eventi/cultura/auditorium-organo-conservatorio-piccinni-inaugurazione.html
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Noi non possiamo, credo, ancora per un pò, abbonarci. Non si potrebbe - al momento dell'invio al macero dei 'resi' - mandarne una copia qui a noi?... Anche (se volete) degli arretrati; così che la collezione sia completa....
Avrei anche piacere di parlarle d'altro, e magari di suggerirle un argomento. Lo farò magari in seguito.

Spero di ricevere i numeri ( almeno... ) in omaggio che portano i miei contributi: il pezzo di musica ( 'Made for You') e il mio intervento, raccolto al telefono dal vostro collaboratore M°.Zaccagnini. Potrò contarci? Sarà uscito!

La ringrazio per la Sua attenzione e Le invio i miei auguri più vivi e cordiali. Mi creda il Suo Paolo Castaldi

Restaurato il grande organo Tamburini dell'Auditorium Nino Rota al Conservatorio di Bari ( da ' Baritoday')

Restaurato l'organo dell'auditorium 'Nino Rota': venerdì il grande concerto inaugurale
Inaugurato venerdì 20 aprile l'organo Tamburini del Conservatorio 'Niccolò Piccinni' di Bari nell'Auditorium 'Nino Rota': la struttura è stata restaurata, in questi mesi, grazie alle maestranze della ditta Zanin. Il concerto inaugurale, (biglietti gratuiti) in replica sabato 21, sarà a cura dell'organista Enzo Filacaro, docente di Organo del Conservatorio, e all'Orchestra Sinfonica del Conservatorio diretta da Giovanni Pelliccia. Ricco il programma musicale della serata che vedrà l'esecuzione della Suite gothique op. 25 di Léon Bollmann, il preludio al corale Nur komm der Heiden Heiland di Bach e la celeberrima Toccata e fuga in Re minore dello stesso compositore tedesco. Quindi sarà la volta di tre corali bachiani trascritti per orchestra da Respighi e infine la Première Symphonie in re minore op. 42 di Félix Alexandre Guilmant, per orchestra con organo concertante, quest'ultimo, brano estremamente raro da eseguire in Italia poiché richiede sale d'ascolto con un organo adatto. 

sabato 21 aprile 2018

Noseda dopo le dimissioni di Vergnano da sovrintendente

"Vorrei chiarire che non mi sono dimesso dalla carica di Direttore Musicale del Teatro Regio di Torino. Apprezzate le circostanze, non posso che auspicare che il Consiglio di Indirizzo del teatro e il suo Presidente Chiara Appendino, Sindaco di Torino, nominino una figura di Sovrintendente forte, in grado di risolvere le serie difficoltà che il teatro deve affrontare. Devo ringraziare tutto il personale del Teatro Regio Torino, dai macchinisti ai tecnici, dal personale di laboratorio ai truccatori, agli artisti dell’orchestra e del coro, che da quando ho assunto la Direzione Musicale nel 2007, hanno assicurato la più alta qualità musicale e artistica". Il maestro conclude la nota anticipando le sue prossime intenzioni: "Prenderò una decisione sul mio futuro con il Teatro Regio Torino quando sarà chiaro se le condizioni che il Consiglio di Indirizzo presenterà consentiranno a me e ai miei colleghi di continuare a produrre la qualità artistica e musicale che abbiamo offerto al mondo fino a questo momento".

I Conservatori, dove si formano i giovani musicisti - altro che talent - nella fiction Rai di Ivan Cotroneo

Nella prossima stagione la Rai manderà in onda una fiction scritta e diretta da Ivan Cotroneo, intitolata la Compagnia del Cigno; dove 'compagnia' sta per piccolo gruppo di studenti di musica, di varia età ed estrazione sociale, che studiano al Conservatorio di Milano , intitolato al Cigno di Busseto. In verità l'Italia è ricchissima di 'Cigni', perchè , ad esempio, anche Pesaro ne ha avuto uno, di nome Rossini, e pure Catania, Bellini.

Dunque l'appellativo 'Cigno' per Verdi,  che poteva risultare esclusivo a Ivan Cotroneo, evidentemente a digiuno di musica, non lo è per quanti più addentro alla storia musicale ne conoscono anche altri  e tutti straordinari.

  Ma la fiction, titolo a parte, è davvero interessante perchè una volta per tutte si spera faccia capire ai giovani che frequentano, anche con impegno, i vari talent di cui la tv è piena e dei quali vive, perchè a basso costo e ad alto tasso emotivo,  che ben altra cosa è  prepararsi come si deve ad una professione - cosa che il talent anche il più duro non può fare,  e comunque solo per  professioni di minore impegno e professionalità - per la quale semmai può costituire solo l'inizio di un percorso formativo che proseguirà fuori degli schermi tv.

Non è un caso che i partecipanti ad un talent si esercitano solo con la canzone e il ballo - o danza, se vogliamo essere di manica larga.
Nessun talent si cimenta con lo studio di uno strumento musicale, come invece mostrerà la fiction di Cotroneo, perchè nessuno strumento si può imparare a suonare nel breve volgere di una stagione televisiva, un semestre nel migliore dei casi.

 Sarà anche interessante  scoprire le storie dei vari protagonisti - scelti fra gli studenti del Conservatorio,  con l'eccezione di un direttore , che è Alessio Boni - ma soprattutto la dedizione, la passione che prende la gran ma parte dei giovani che  iniziano il percorso di formazione in un Con servatorio di Musica. E l'impegno che ci mettono  nello studio, quotidiano, e che dura anni. Per diventare cosa? Oggi nessuno più si illude che all'uscita dal Conservatorio troverà stuoli di fans pronti ad applaudirlo. Chi intraprende gli studi per la carriera del musicista  sa già che quella del solista resta un miraggio, e che si aprirà solo a  pochissimi, mentre la gran parte degli strumentisti aspira ad un posto, onorevolissimo, in orchestra , piccola o grande che sia, o in un gruppo cameristico.

Noi che abbiamo passato nei Conservatori italiani ( Roma, Perugia, Firenze e L'Aquila) oltre trent'anni della nostra vita professionale, insegnando Storia della Musica, conosciamo molto bene l'ambiente e sappiamo quanto esso sia diverso da altri ambienti in cui i giovani si formano alla professione di domani.  E perciò ci auguriamo che la fiction di Cotroneo, passi per il titolo, mostri questa diversa  entusiasmante, ma anche molto faticosa e dura, realtà.


venerdì 20 aprile 2018

Lascia Walter Vergnano, dopo un ventennio di sovrintendenza al Regio di Torino. Per il suo successore Beppe Grillo, il guitto, ha voce in capitolo

Con un anno di anticipo, ma dopo diciannove ininterrotti, Walter Vergnano lascia la sovrintendenza del Regio di Torino. Ne ha dato notizia il Teatro Regio con un comunicato nel quale si dichiara che aveva rassegnato le sue dimissioni nelle mani del Consiglio di Indirizzo ( ex CDA). Il sindaco Appendino, presidente, con la quale i rapporti non sono stati buoni, lo ha ringraziato e sta già pensando al sostituto, facendosi aiutare da Beppe Grillo, al quale starebbe simpatico Giancarlo Del Monaco, classe 1943. Che in Italia, accanto  alla sua prevalente attività di regista,  esercitata più all'estero che in Italia, ha avuto anche responsabilità amministrative in due festivalini (Montepulciano e Macerata) mentre all'estero in istituzioni di rilievo maggiore, come Bonn, e a Tenerife, dove è stato direttore artistico del locale festival.
 E ci risiamo. Così fan tutti, anche quelli del non partito, del Movimento cinquestelle, e lo stesso Beppe Grillo che mette bocca su argomenti sui quali, anche per ragioni di decenza e di incompetenza, dovrebbe star zitto. Ma si sa come vanno le cose. A lui, fanno notare i giornali torinesi, non dispiacerebbe Del Monaco , che conosce e forse è anche suo amico.

MA SE NON L'AVESSE NE' CONOSCIUTO NE' FOSSE STATO SUO AMICO, GRILLO, CHE COMUNQUE DOVREBBE TENERSI ALLA LARGA DAL SINDACO DI TORINO NELLE VESTI DI CONSIGLIERE OCCULTO, AVREBBE PENSATO UGUALMENTE A DEL MONACO?

 Non sappiamo come andranno a finire le cose, ma quasi certamente , visto che ormai l'ha detto, Del Monaco assumerà la sovrintendenza del regio di Torino, e magari anche la direzione artistica, - oggi va tanto di moda e fa anche risparmiare sulla carta, confusione  a parte - chiamando a collaborare soltanto un direttore musicale che, spetta a lui scegliere, una volta nominato. Eventualmente.

 Tornando a Vergnano. NOn si può dimenticare come già qualche anno fa fosse nato un dissidio insanabile fra lui e Noseda, e fu l'allora sindaco di Torino, suo compagno di partito, Fassino, a sanarlo, facendo arrivare a Torino Gaston Fournier, gradito a Noseda.

 Ora  alla base di questa sua decisione - e del resto dopo vent'anni di gestione, era ora che si cambiasse - starebbero ragioni personali- forse di facciata, e il rapporto mai  liscio con la Appendino - ragione reale.

 Ma il fatto è che con la sua uscita ci sarebbe stato uno cambio di persona , di tipo failiare. Perchè se ricordiamo bene, la prima persona che doveva saltare , all'arrivo della Appendino era Angela La Rotella, segretario generale della Fondazione per la cultura , moglie di Vergnano.  Il quale alla fine avrà pensato che era meglio togliersi di torno lui, ben più avanti negli anni della moglie e lasciar spazio a lei, finchè dura.

 S'era anche detto che la stessa Fondazione sarebbe stata chiusa, ed invece no. Ancora oggi è organizzatrice del Salone del Libro, affidato alla direzione di Lagioia, presieduto da Massimo Bray.

Naturalmente, fanno sapere d Torino, resteranno gli impegni per la direzione di opere e concerti assunti con Noseda, quelli resteranno, forse anche Noseda direttore musicale non sarà riconfermato, men che meno Gaston Fournier.

Speriamo che il cambio al vertice non peggiori le cose, come c'è sempre da temere in Italia, ed anche  perchè al peggio non c'è mai fine  e a Torino  le cose non è che fossero rose e fiori. A proposito i bilanci come stanno?